Cosa abbiamo portato a casa da Cisco Live 2019

Roberta Bianchi

6 Febbraio 2019


  Stefano Zingoni


Allestimento di scenografie e coreografie senza badare a spese, un’immagine di brand che non teme rivali. Cisco, con il suo Cisco Live 2019 di Barcellona, ha fatto volare l’immaginazione dei partecipanti verso un futuro high tech, ma neanche troppo lontano, perché a disposizione dei partecipanti sono state presentate tecnologie nuove, incredibili a prima vista impossibili, che fanno però già parte del nostro presente. Basta volerlo e volerle portare sul mercato.

Prima parola d’ordine: automation

Automation, automation, automation. Me lo sono sentito ripetere fino allo sfinimento, ma non ha mai cessato di stupire. L’automazione è stata senza dubbio la parola di questa edizione del Cisco Live; tutti i software (perché quasi solo di software-defined si è parlato) sembrano puntare a quello. Si punta alla massima automazione per le funzionalità che guardano a datacenter, per quelle che guardano al cloud. Il machine learning le va a braccetto e un nome che suonava in continuazione, che noi conosciamo bene, è Splunk, lo strumento per l’Operational Intelligence interamente basato su automazione e machine learning.

Seconda parola d’ordine: software-defined

Tutto a breve si baserà sul software. Questo sempre prospettarsi come scenario tecnologico futuro per la gestione della tecnologia in azienda, dal datacenter al network. E proprio il software lancia ai system integrator allargati una grande opportunità, quella di arricchire le suite Cisco con applicazioni su misura, che incontrano ad esempio la necessità specifica di un cliente o interna. Un esempio per tutti? Cisco Webex.

Come sappiamo e abbiamo già avuto modo di vedere, Cisco investe enormemente sulla sua soluzione di collaboration e nei prossimi mesi – proprio all’insegna del software defined e dei device che vengono governati dal software – la Webex Board diventerà un vero e proprio browser, un vero e proprio device, a conferma del delinearsi di uno scenario in cui conterà solo l’identità digitale dell’individuo che dovrà essere libero di utilizzare indistintamente qualsiasi device a sua disposizione. Cosa succederà? Sulla Webex Board potranno circolare delle vere e proprie Webex App per permettere alle persone di lavorare e informarsi, apprendere insieme. Saranno esattamente come le applicazioni dei nostri smartphone ma beneficeranno di tutte le funzionalità di condivisione di Webex e – centrale – delle sue feature di sicurezza. Le app saranno libere di interagire con tutti gli ecosistemi Cisco e apparire su qualsiasi oggetto Cisco, fisico o digitale.

Inutile dire che su queste basi si aprono degli scenari incredibili a livello di sviluppo, un mondo clamoroso.

Ho incontrato anche alcuni player interessanti: il primo è AppSpace ma come AppSpace ci sono altre realtà, che hanno già iniziato ad acquisire competenze nello sviluppo di WebApp.

Cosa ha affascinato i clienti? Umbrella e Avi Networks

Se gli scenari di sviluppo di WebApp ha affascinato player come noi, i clienti sono stati affascinati principalmente da due soluzioni: Avi Networks, un bilanciatore applicativo che ottimizza le performance delle applicazioni, dotato di console centralizzata per tenere tutto sotto controllo, e Duo, uno strumento per la dual factor authentication.

Altro elemento di grande interesse è stato Netbrain, strumento per la gestione attiva di tutto il network. Il tool di network automation fa discovery, cataloga le informazioni e crea una mappa operativa del network, identificando i problemi applicativi anche in maniera predittiva e collegabile con i sistemi di ticketing.

E per la sicurezza? Anche Umbrella è andato per la maggiore, per tutte le doti di completezza, semplicità di gestione e appunto automazione che possiede.

Chiudo con due ultime parole chiave.

La prima è IOT: oltre a essere un tema centrale per la tecnologia enterprise, Cisco ha dato prova di essere già un passo avanti strabiliando i partecipanti. L’allestimento del Cisco Live ha è stata in grado di msotrare sensoristica di tutti i tipi, switch modulari con software incorporato in grado di elaborare già in loco utili informazioni. Il futuro è sempre più vicino!

E a chiusura, un’ultima parola chiave è container. Container, container, container. Una metodologia di sviluppo che permette di risparmiare sulla nostra risorsa più preziosa: il tempo. Ma la nostra alleata Neboola ne sa sicuramente più di noi ed è a lei che rimandiamo. Buona lettura!

 

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