Novello 2018, com’è andata

Roberta Bianchi

30 Novembre 2018

Ieri, 29 novembre, è stato un giorno all’insegna dell’intelligenza artificiale: alla Tenuta Ruffino di Poggio Casciano, a Bagno a Ripoli (Firenze), clienti, prospect e appassionati del mondo AI si sono radunati per ascoltare le ultime novità a livello di storage per abilitare l’intelligenza artificiale. Di cosa si è parlato?

Stefano Zingoni, nostro founder e sales manager, ha innanzitutto accolto gli ospiti e gli speaker nelle Tenute Ruffino Poggio Casciano, una delle case vinicole che ormai caratterizzano il format del Novello, l’evento annuale di Ergon: novello come il vino, novello come le novità IT a livello di datacenter, core business di Ergon. E poi una breve introduzione ad effetto. Quest’anno il titolo dell’evento è lunghissimo: Storage, backup & operations for Artificial Intelligence. Il titolo che cambia è segno della tecnologia che cambia, dell’infrastruttura IT che cambia.

Oggi il datacenter sta cambiando nel segno dell’intelligenza artificiale, ma a che punto siamo?

L’intelligenza artificiale è già molto vicina alle aziende: secondo IDC in Italia una grande impresa su due pensa all’intelligenza artificiale e le spese in AI si stanno già impennando e raggiungeranno nel 2019 i 25 milioni di euro (+44% rispetto al 2018). E in Europa e nel mondo la crescita è ancora più decisa. E questo cambiamento nella tecnologia sta modificando nel profondo anche il ruolo del CIO, che si trasforma da figura tecnica deputata al controllo dei costi a figura dinamica e direttamente coinvolta nelle strategie di business. Insomma, cambia il paradigma: ogni azienda, nel futuro immediato, è destinata a diventare una artificial intelligence company. Se non sappiamo dove ci porterà l’intelligenza artificiale, sappiamo però con certezza da dove parte: dai dati che dimorano negli storage. Non poteva quindi non essere con noi uno dei leader mondiali dello storage: NetApp.

NetApp | lo storage pronto per abilitare l’AI

Interviene Andrea Fumagalli, Channel and Alliance Manager di NetApp: la sua azienda, sul mercato da oltre 25 anni, ha una spiccata vocazione all’innovazione. Il mercato le dà ragione e anche gli analisti che – come Gartner – la identificano tra i leader per Solid State Arrays and General Purpose Disk Array. La strategia per il futuro, un futuro guidato dalla digital transformation, si basa su tre pillar fondamentali: i servizi e le soluzioni cloud based, avvalorata da accordi con i grandi hyperscaler come Google o Alibaba; l’infrastruttura giusta per rendere fruibili nuovi servizi attraverso la piattaforma HCI; la modernizzazione dell’infrastuttura con l’introduzione delle tecnologie flash e delle tecnologie di efficientamento dello spazio. E per l’intelligenza artificiale? La strategia ‘data Fabric’ di NetApp consente al dato di muoversi all’interno dell’infrastruttura in modo trasparente e di essere al posto giusto al momento giusto. In quest’ottica la partnership con Nvidia, siglata lo scorso agosto, ha dato come risultato la nascita di una nuova infrastruttura certificata per i progetti di artificial intelligence. NetApp ha messo a disposizione di questa nuova piattaforma convergente il massimo della tecnologia flash attualmente disponibile, il sistema AFF800 con tecnologia end-to-end NVMe. Ma non si ferma qui: è recentissimo l’annuncio dei nuovi server all’interno della soluzione HCI dotati di GPU, i processori grafici che sono in grado di supportare correttamente i progetti di AI. Infine un consiglio per i CIO: considerare l’AI uno strumento e porsi sempre e comunque degli obiettivi di business. Poi creare un team di lavoro che includa tutte le figure coinvolte dall’AI e procedere per step, senza fare il passo più lungo della gamba.

Prende la parola Roberto Patano, Senior Manager Systems Engineering di NetApp, facendo innanzitutto un po’ di chiarezza sui termini, definendo nel dettaglio intelligenza artificiale, machine learning e deep learning. Tutte stanno ridefinendo le industry. Il flash, ormai dato per scontato, non basta più: serve un cambio di passo nello storage. Roberto introduce Max data, l’unico storage software server-side che accelera la performance dell’applicazione, ma soprattutto illustra l’offerta di data management di NetApp: From edge, to core, to cloud, la gestione completa senza soluzione di continuità. Infine, powered by Nvidia, la soluzione ONTAP AI semplifica, accelera e integra la data pipeline, creando i presupposti per l’intelligenza artificiale per risultati di business superiori.

Oltre la disponibilità del dato: la hyper-availability di Veeam

Come sarà il backup del futuro (ma anche del presente)? Super-disponibile. Lo dice Giovanni Pala, Territory Manager di Veeam Software. L’intelligenza artificiale richiede che il dato sia sempre disponibile lì dove lo cerchiamo quindi il backup non può più essere una azione programmata e scollegata da quanto succede in azienda o al di fuori di essa. Se ci spostiamo verso un modo più intelligente, anche il backup deve ragionare, capire quando è il momento migliore per effettuare un salvataggio dei dati, a seconda del sistema in cui si trova. I 5 passi per l’Intelligent Data Management secondo Veeam sono 5: Backup, Aggregation, Visibility, Orchestration, Automation.

Splunk, come rendere i dati macchina disponibili e utili per tutti

Cos’è Splunk? Se lo chiedevano in molti, in sala. La risposta è “una visione del futuro”, una prova concreta di come si possa dare un valore estremo ai dati macchina, per potenziare il business, e non di poco. Sul palco sale anche Giovanni Stilli, Founder e Sales Manager di Mediasecure, una delle aziende del gruppo E di cui Ergon è capofila. Si parte da un equivoco, anzi, da cinque falsi miti che circondano l’intelligenza artificiale, ad esempio che l’intelligenza artificiale e il machine learning in particolare, sia una tecnologia che non vada gestita, influenzata, pilotata. È esattamente il contrario. Oppure che l’obiettivo dell’intelligenza artificiale sia sostituire gli analisti o gli operatori del SOC. È invece di supportarli liberandoli dal lavoro a basso valore aggiunto. Splunk è un sistema che fa pesantemente leva sul machine learning per aggregare, elaborare ed estrarre valore dai dati macchine di qualsiasi tipo per ottenere insight e alert veramente significativi, riducendo drasticamente il rumore di fondo. Un risparmio di tempo e risorse enorme, insomma. L’hanno capito giganti come Coca Cola o Domino’s Pizza ma anche aziende italiane come Cerved per raggiungere obiettivi di business i più svariati, da quelli marketing a quelli di ottimizzazione processo o compliance. Ma è lo stesso dipartimento IT a ottenere i benefici più grandi, liberandosi da informazioni poco significative e concentrandosi su quello che conta davvero.

Una tenuta meravigliosa

Passati i ringraziamenti di rito e conclusa la fase lavorativa, gli ospiti hanno visitato le bellissime cantine di Ruffino per concludere la giornata con un pranzo a cura della struttura, con prodotti locali e vini della casa vinicola.

Cosa riserva il futuro dei datacenter? Quale sarà il tema guida del Novello 2019? Non ci resta che aspettare. Stay tuned.

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