#ergontales: Chimet sceglie Cisco e NetApp per il nuovo datacenter

admin

10 Aprile 2018

“Quando è la società di audit a farti i complimenti, vuol dire che si è lavorato bene”. Ecco come Stefano Bartolini, IT Manager di Chimet, descrive in poche parole la nostra case history per la sua azienda.

Ricevere guai è ricevere fortuna.

Questo è stato vero anche per Chimet, l’azienda di recupero di metalli preziosi di Arezzo che, in seguito a un recente problema sullo storage, ha colto la palla al balzo per mettere mano al datacenter aziendale nel suo complesso, e, insieme a noi, ha fatto le cose in grande.

Stefano Bartolini, l’IT Manager di Chimet, una bella mattina di sole, si è svegliato con una sorpresa non altrettanto bella. Lo storage aziendale aveva un problema, che andava risolto subito. Ha preso in mano il telefono, ha chiamato Stefano Zingoni, nostro founder, e gli ha chiesto una soluzione storage che potesse divenire operativa in una settimana. Ci siamo messi subito al lavoro. E in una settimana il nuovo storage era in funzione.

Bartolini non è stato colto impreparato: stava già ridisegnando il datacenter aziendale, che ormai era datato e non più adeguato. Ci siamo seduti accanto a lui e insieme abbiamo concluso il disegno. Ma i colori (leggi le soluzioni) li ha scelti lui. Il risultato? Un disegno bellissimo: una business continuity con il meglio della tecnologia disponibile, assemblata a regola d’arte.

Quale tecnologia ha scelto Bartolini per lo storage

Per tutelarsi in caso di fault, come quello appena subìto, Stefano Bartolini ha scelto FlexPod, una soluzione storage composta da due NetApp FAS8040 con tecnologia Flash, equipaggiati con SSD dalla capacità di 10 terabyte per ogni sito, oltre che Cisco UCS e switch Nexus. I due sistemi sono collocati in siti diversi all’interno del campus. FlexPod opera con tecnologia MetroCluster che garantisce 24 ore su 24 la continuità di servizio: nel caso uno si blocchi, l’altro subentra senza alcuna interruzione. I sistemi operano tramite copia sincrona con SyncMirror, che consente la scrittura del dato in contemporanea sui due storage, garantendo che la scrittura sia corretta nonché congrua da una parte e dall’altra.

Questo consente, nel caso dovesse esserci un fault in un sistema, che il dato sia disponibile, leggibile e utilizzabile sull’altro praticamente in tempo reale”, commenta Bartolini. La business continuity e la high availability sono quindi assicurate. Check.

NetApp garantiva, rispetto a tutti gli altri, la massima affidabilità e sicurezza (la famosa IT resilience), offriva funzioni di deduplica dei dati e di ottimizzazione che altri produttori non offrivano, e la reputazione era fantastica”, continua Stefano Bartolini. “Le soluzioni sono risultate semplici da implementare. E poi il tocco finale: i dischi allo stato solido Full Flash – all’avanguardia – perché, molto più longevi e performanti dei dischi Sata e SAS. Fra tre anni sostituirò il controller e lo storage sarà praticamente nuovo”.

NetApp e Cisco, la coppia è vincente

NetApp e Cisco insieme sono difficilissimi da battere. Non solo per la qualità di ciascuno dei due brand, ma perché ora che hanno unito le forze da qualche anno, le configurazioni dei proprio sistemi, sono collaudate e certificate come in grado di assicurare le performance che promettono.

Ho ricevuto i complimenti dalle società di audit, che ci hanno visitato per valutare l’affidabilità dei dati. Di meglio non avrei potuto aspettarmi” Conclude Bartolini. Check.

FlexPod Datacenter

FlexPod Datacenter integra lo storage di NetApp, i server Cisco UCS e gli switch Nexus per una piattaforma IT di prima classe. FlexPod dischiude le porte verso i servizi cloud e consente di operare più velocemente e senza interferenza con il business. Workload singoli o multipli sono gestiti senza problemi all’interno di una architettura flessibile; le applicazioni business-critical girano con costi, complessità e rischi più bassi.

Per saperne di più clicca qui.

Chimet, leader nel recupero della raffinazione dei preziosi dal 1976

L’azienda di Arezzo ha 5 divisioni: Recupero e Affinazione, Film Spesso, Catalizzatori, Ecologia e Prodotti Chimici. Da sempre all’avanguardia nel rispetto ambientale, collabora da vicino con Università e Centri di Ricerca per il continuo miglioramento tecnologico aziendale. Il fatturato è di oltre 2 miliardi di euro e i dipendenti più di 120.

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